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22 Settembre 2021

Pane e carbone


Marcinelle, una vergogna tutta italiana, 50 000 lavoratori in cambio di carbone questo prevedeva l’accordo italo-belga firmato nel  23 giugno 1946  erano quasi tutti terroni, di quei terroni a cui piace prendere un pugno di terra e di annusarlo e furono venduti in cambio di carbone furono mandati a 1100 metri sotto terra, dove la terra non aveva più lo stesso odore di quella terra che annusavano anni prima. il governo belga si impegnava a vendere mensilmente all’Italia un minimo di 2.500 tonnellate di carbone ogni mille minatori immigrati. La mano d’opera non doveva avere più di 35 anni e gli invii riguardavano duemila persone alla volta (per settimana). Il contratto prevedeva cinque anni di miniera, con l’obbligo tassativo, pena l’arresto, di farne almeno uno. Molti di loro neanche sapevano cosa fosse una miniera, sapevano solo che era l’unico modo per portare un pezzo di pane a casa, vivevano nelle baracche, costruzioni di lamiera che durante la Seconda Guerra Mondiale erano destinate ai prigionieri ed erano rimaste in piedi anche dopo il conflitto. Le baracche erano di ferro. d’estate non ci potevi stare per il caldo. d’inverno, invece si crepava dal freddo. La paga era da fame perchè in gran parte era a cottimo e per aumentare il cottimo allora come oggi si tralasciavano le misure di sicurezza. Marcinelle non fu una disgrazia ma una assassinio di massa messo in atto dal governo italiano e quello belga, ma tanto a chi importava erano solo 262 maccaroni ed era l’8 agosto 1956.

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