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Quando lo sport unisce


Quando lo sport unisce

Era il giorno 4 agosto 1936 allo Stadio Olimpico di Berlino si Jesse-Owens-et-Luz-Long-300x225 Quando lo sport uniscedisputava finale del salto in lungo, Jesse Owens, il giorno prima Owens aveva trionfato nei 100 metri sotto gli indispettiti occhi dei gerarchi nazisti e questa doveva essere la gara del grande riscatto. Contro Owens era in campo un ragazzone alto e biondo Carl Ludwig Hermann Long la perfetta interpretazione di quello che voleva essere la razza ariana sembrava già tutto scritto, l’ariano sovrasta sul nero. Owens era entrato in finale ma contemporaneamente erano in corso anche le batterie dei 200 metri e questo faceva perdere la concentrazione necessaria a Jesse che dopo aver sbagliato due salti aveva in mente di ritirarsi e i gerarchi nazisti già si crogiolavano di una vittoria certa. Ma   quel ragazzone biondo era uno sportivo

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Berlino 1936 premiazione di Jesse Owens nel salto in lungo

 e quando sei uno sportivo il tuo avversario non è un nemico, è solo un avversario contro cui competere non c’è odio, e fu proprio nel momento in cui Owens stava per ritirarsi che Long si avvicinò suggerendogli di partire da più indietro, circa trenta centimetri prima dell’inizio della pedana di rincorsa e fu proprio grazie a questo suggerimento che Owens riuscì a qualificarsi per la finale, dove vinse la medaglia d’oro proprio davanti al tedesco che da vero sportivo contrariandosi tutti i nazisti presenti fu il primo a felicitarsi per la vittoria. In seguito tra i due atleti nacque una grande amicizia al punto che anche durante il secondo conflitto mondiale pur essendo su due fronti opposti i due continuarono a scriversi e in una delle ultime lettere Long si fece promettere da Owens che se fosse stato ucciso sarebbe andato in Germania a raccontare al figlio chi era il padre. Long mori nel luglio del 43 durante Il massacro di Biscari  in cui vennero uccisi 76 prigionieri di guerra tedeschi e italiani, in due distinti episodi. Alla fine della seconda guerra mondiale Owens si recò più volte in Germania incontrando la famiglia di Long onorando la promessa fatta al suo avversario.

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