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14 dicembre 2018

La Historia me assolverà


2016-08-17_10.31.52Era il 16 di ottobre del 1953 e Fidel Ruz Castro concludeva la sua arringa con queste parole: In quanto a me so che il carcere sara’ duro come non lo e’ mai stato per nessuno, pieno di minacce, di vile e codardo rancore, pero’ non lo temo, cosi’ come non temo la furia del tiranno miserabile che ha preso la vita a settanta fratelli miei. Condannatemi, non importa, la storia mi assolvera’.
Da quel giorno Fidel oltre ad essere l’ultimo grande leader della storia è sopravvissuto a ben 638 attentati ed è restato saldamente alla guida della nazione dal 1959 al 2006 lasciando poi il potere di quello che ha sempre amato definire uno Stato monopartitico di stampo socialista, nelle mani del fratello Raul Castro, successivamente nel 2011 si dimise dall’ultima carica che ricopriva quella di presidente del partito e si ritirò a vita privata limitandosi a scrivere sul giornale Gramma organo ufficiale del comitato centrale del partito comunista. Ad oggi con tutto il male di cui si possa dire, di sicuro rispetto ai paesi latinoamericani Cuba rappresenta un isola felice con il suo 97% di alfabetizzati e con il più basso indice di mortalità infantile (dati OMS ) e i servizi sanitari gratis per tutti. Certo che per un europeo che arriva a L’Havana il primo impatto visivo non è tra i più favorevoli, la città si presenta molto fatiscente anche se ancora si riconoscono quelle che furono le sfarzose dimore di ricchi spagnoli e successivamente di gentiluomini americani che spadroneggiavano nell’ isola durante il regime di Fulgenzio Batista, contrabbandando verso gli stati uniti qualsiasi genere di illegalità, mantenendo complice del regime il popolo cubano in uno stato di indigenza e ignoranza. Fu Fidel a riportare la speranza di una vita migliore nell’ isola insieme a ottanta compagni tra cui l’ italiano Gino Donè e un argentino che tra una parola e l’ altra intercalava un buffo eche, eche, quell’intercalare divenne inseguito il suo nome di battaglia el CHE. In due anni quell’esercito di barbutos liberò il paese dalla dittatura ma non dalla fame, per 2016-08-17_10.43.38debellare la fame ci vogliono risorse, e investimenti. Ma Cuba non ha risorse se non le coltivazioni di canna da zucchero e qualche pozzo di petrolio, in quanto ad investimenti chi mai investirebbe in qualcosa diverso dal turismo su di un isola caraibica? Furono anni duri e per far ripartire il paese si scelse la cultura Ser culto es el único modo de ser libre ci voleva una nuova classe dirigente, si avviarono riforme sanità, scuola, servizi sociali ma una nazione già povera di suo che investe quasi tutto nel sociale, resta poco, molto poco per altro, cosi per far fronte anche all’ esigenze alimentari fu creata la libretadeabastecimientos dove era registrato in quantitativo di derrate alimentari a cui ogni persona o nucleo familiare aveva 2016-08-17_10.45.35diritto in base all’ età e alle esigenze nutrizionali . Cinquant’anni di libreta hanno permesso ai cittadini di comprare a prezzi irrisori la propria quota mensile di alimenti stanziata dallo stato.
Cuba è povera?  Si lo è ma solo rispetto ai nostri canoni di ricchezza, per tutto quanto il resto dell’ americalatina cuba è ricca, ha un tasso di criminalità quasi insignificante, è presente con la sua brigata medica in qualsiasi parte del mondo vi sia un emergenza sanitaria.
Ma in ultima analisi Cuba è un paese comunista?  Molte volte ho fatto questa domanda ad amici cubani. La risposta più bella è stata di un vecchio miliziano della guardia di Fidel “ sono gli uomini che fanno la politica “ Alla fine la storia assolverà Castro per la dignità che ha saputo ridare ad una nazione che era diventata il parco giochi di avventurieri e malavitosi americani sotto la protezione di Batista Fulgenzio e per il senso di orgoglio che ha saputo infondere ad un popolo inginocchio,oggi orgoglioso di essere Cubano.

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